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COLONNE DI CARTA si può considerare un'OFFICINA SPERIMENTALE PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA.
Essendo per la maggior parte studenti della facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Verona, attualmente stiamo lavorando soprattutto sulla lettura espressiva, ma non ci consideriamo solo lettori. Vogliamo essere studenti e studiosi che credono fermamente che la cultura possa essere ancora un mezzo per esprimersi, necessaria per vivere e realizzarsi nelle sue forme più diverse. Questo blog è un mezzo per dar vita a un dibattito culturale oltre che informare sui nostri spettacoli e le varie iniziative che intraprenderemo. Ma l'obiettivo finale è diventare promotori delle più diverse proposte nel maggior numero di ambiti culturali possibili.

mercoledì 5 maggio 2010

Maratona letteraria del 3 e 4 maggio 2010: c'eravamo!


"Sono andato, in piena notte, a leggere per una maratona letteraria" ho detto ad un amico.
"E che è?" mi ha chiesto. Ho risposto che, alla Società Letteraria di Verona, si era letto per trenta ore, ininterrottamente, le "Confessioni di un italiano" di Ippolito Nievo, in occasione del 150° anniversario dello sbarco dei Mille di Garibaldi.
E ho precisato: ininterrottamente!

Mi sono sentito chiedere:
"E che c'è di straordianario?"
Di straordinario c'è che, assieme alle tante cose che accadono ogni istante nel mondo, c'eravamo anche noi delle COLONNE DI CARTA (vedi nella Gallery), assieme ad altri volontari, idealisti del libro che considerano importante testimoniare che la lettura è un veicolo non solo di contenuti di altri, ma anche di significati propri. Leggere Nievo significa che crediamo nell'Italia, bella o brutta che sia, e in ciò che hanno fatto i nostri avi.
Ma, soprattutto, crediamo che anche noi, magari con questo gesto, abbiamo fatto qualcosa per l'Italia che verrà!

Marco


Io nacqui veneziano ai 18 ottobre del 1775, giorno dell'evangelista san Luca; e morrò per la grazia di Dio italiano quando lo vorrà quella Provvidenza che governa misteriosamente il mondo.


Incipit de "Le confessioni di un italiano" di Ippolito Nievo

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