
"Sono andato, in piena notte, a leggere per una maratona letteraria" ho detto ad un amico.
"E che è?" mi ha chiesto. Ho risposto che, alla Società Letteraria di Verona, si era letto per trenta ore, ininterrottamente, le "Confessioni di un italiano" di Ippolito Nievo, in occasione del 150° anniversario dello sbarco dei Mille di Garibaldi.
E ho precisato: ininterrottamente!
Mi sono sentito chiedere:
"E che c'è di straordianario?"
Di straordinario c'è che, assieme alle tante cose che accadono ogni istante nel mondo, c'eravamo anche noi delle COLONNE DI CARTA (vedi nella Gallery), assieme ad altri volontari, idealisti del libro che considerano importante testimoniare che la lettura è un veicolo non solo di contenuti di altri, ma anche di significati propri. Leggere Nievo significa che crediamo nell'Italia, bella o brutta che sia, e in ciò che hanno fatto i nostri avi.
Ma, soprattutto, crediamo che anche noi, magari con questo gesto, abbiamo fatto qualcosa per l'Italia che verrà!
Marco
Io nacqui veneziano ai 18 ottobre del 1775, giorno dell'evangelista san Luca; e morrò per la grazia di Dio italiano quando lo vorrà quella Provvidenza che governa misteriosamente il mondo.
Incipit de "Le confessioni di un italiano" di Ippolito Nievo
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