
Ieri (lunedì 16 maggio 2011) nell'aula magna del polo umanistico della nostra Università di Verona siamo stati testimoni di un evento straordinario. Sul palco due superbi Dario Fo e Franca Rame. Hanno superato entrambi gli ottanta, ma non lo si direbbe. La carica di lui e la maestosità di lei sul palco hanno scosso nel profondo il pubblico giovanissimo formato quasi esclusivamente di studenti universitari (io ho avuto la pelle d'oca dall'inizio alla fine). Ci ha scosso le coscienze e le menti, ci ha dato tanto, molto di più di quanto otteniamo da un manuale di letteratura. Perché l'energia con cui hanno dimostrato la loro Scienza del teatro (titolo della giornata di studio in loro onore) era percepibile da ognuno di noi, senza sconti e senza ostacoli. La cultura che trasmettono è viva, è vera, è chiara e allo stesso tempo alta e importante. Mi ha fatto pensare che la voce, la stessa che noi in piccolo offriamo con la lettura, è un mezzo straordinario, il più immediato e umile che possediamo, ma con il quale si possono dire cose meravigliose, si può arrivare all'anima di chi ascolta e, anche senza volerlo, interrogarla e smuoverla. O semplicemente arricchirla con qualcosa che non conosceva.
Così voglio condividere con voi un regalo che ieri Dario Fo ha fatto a noi, che eravamo di fronte a lui. Parafraso un suo insegnamento:
A Sparta erano tutti eroi, nel governo tutti urlavano, il più forte era colui che urlava di più. Ma non avevano un filosofo, non avevano un teatro, non avevano musicisti o scrittori. E adesso chi più sa cos'era Sparta, dov'era situata? Non aveva una cultura e di Sparta non è rimasto niente di niente.
"Pensateci a questa storia" (Dario Fo)
Elena
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